Terrorismo: parla il direttore del DGIS francese

nizza
Sulla strage di Nizza ci sono ancora troppi cortocircuiti: sono in molti a chiedersi di come sia stato consentito a un tir di 15 metri e di quasi venti tonnellate di transitare per il lungomare, quando circa 30.000 persone erano in strada per vedere i fuochi di artificio del 14 luglio. La domanda ovviamente è sensata, ma è altrettanto sensato chiedersi se è possibile controllare qualsiasi posto in qualunque città francese in un qualsiasi giorno dell’anno. La risposta ovviamente è no. E per quello che riguarda la prevenzione significa che i servizi francesi sono sotto scacco e che nulla possono contro questa campagna di terrore? Continua a leggere

Egyptair, perché credo nell’attentato

135372750_14636635816471n Sull’incidente occorso al volo Parigi-Il Cairo c’è una ridda di indiscrezioni: un giornale americano ha addirittura citato la possibilità che sia stato un piccolo asteroide a colpire l’Airbus 320, ma ce n’è per tutti i gusti. A stare con i piedi per terra gli unici dati su cui si può fare un minimo di affidamento sono i messaggi ACARS.
00:26Z 3044 ANTI ICE R WINDOW
00:26Z 561200 R SLIDING WINDOW SENSOR
00:26Z 2600 SMOKE LAVATORY SMOKE
00:27Z 2600 AVIONICS SMOKE
00:28Z 561100 R FIXED WINDOW SENSOR
00:29Z 2200 AUTO FLT FCU 2 FAULT
00:29Z 2700 F/CTL SEC 3
Sono delle stringhe di dati che vengono trasmesse in automatico via satellite per segnalare delle emergenze. Continua a leggere

Figli di un dio ubriaco: l’archeologia del vino

areni one Un racconto biblico sostiene che Noè, dopo il diluvio universale, realizza una vigna sul monte Ararat, raccoglie l’uva facendola fermentare e si ubriaca. E’ quasi paradossale che scavi archeologici abbiano portato alla luce nei pressi di un villaggio armeno, a circa 60 km dal monte Ararat, delle cave utilizzate per la vinificazione circa 6.000 anni fa. Fra le montagne di Zagros, in Iran, è stata scoperta una struttura simile, datata oltre 7.000 anni, dove per fare il vino si utilizzava come conservante una resina, estratta dal Terebinto. L’origine del prodotto di fermentazione dell’uva è quindi molto più antico di quanto si pensasse solo cinquanta anni fa. Continua a leggere

Nucleare: il solito bluff della Corea del Nord?

Ko Yun-hwa (L), Administrator of Korea Meteorological Administration, points at where seismic waves observed in South Korea came from, during a media briefing at Korea Meteorological Administration in Seoul, South Korea, January 6, 2016. REUTERS/Kim Hong-Ji

Ko Yun-hwa (L), Administrator of Korea Meteorological Administration, points at where seismic waves observed in South Korea came from, during a media briefing at Korea Meteorological Administration in Seoul, South Korea, January 6, 2016. REUTERS/Kim Hong-Ji

Alle 2.30 (ora italiana) di oggi la Corea del Nord ha fatto esplodere il suo quarto ordigno nucleare nel poligono di Punggye-ri, nel Nord-Est del paese. Lo US Geological Suvey ha misurato un evento sismico di magnitudo 5.1, ma i sismologi giapponesi danno un valore leggermente più basso (circa 4,9). La televisione di stato Nord Coreana ha annunciato ufficialmente in un notiziario che il segnale sismico è dovuto all’esplosione di un ordigno a fusione (una bomba all’idrogeno). La località in cui è stato condotto il test è congrua con i precedenti che si sono svolti nella stessa area. Il regime di Pyongyang aveva annunciato il test a dicembre, anzi in rete sono circolate delle foto che ritraevano il leader del paese, Kim jong-un, che firmava il decreto in cui autorizzava il test. Sin qui la cronaca, ma la vera domanda è la seguente: la Corea del Nord è stata veramente in grado di realizzare un ordigno all’idrogeno? Molti ne dubitano anche perché i dati sismici presentano qualche incongruenza: la potenza dell’ordigno viene stimata in circa 10/15 chilotoni, quindi non molto dissimile dai precedenti test del 2006 e del 2009, ma se si fosse trattato di un vero test utilizzando la fusione del plutonio avremmo avuto dati sismici molto più intensi. Non è la prima volta che il regime di Pyongyang trucca le carte, ma le reazioni internazionali sono state comunque violentissime. Continua a leggere

Richard Feynman nel privato

feynman1 Fra tutti i grandi nomi della fisica del XX secolo quello di Richard Feynman è nella percezione popolare un gradino al di sopra di tutti i colleghi della sua generazione. Brillante, acuto, eccellente oratore, si descriveva come “fisico premio Nobel, insegnante, cantastorie e suonatore di bongo”. Alle tante biografie, scientifiche e non, che gli sono state dedicate si aggiungono alcuni suoi libri che ne disegnano un profilo scherzoso e divertente. E’ probabile che le sue umanissime qualità abbiano contribuito enormemente alla popolarità di cui ha goduto, e gode tuttora, fra la gente comune. Continua a leggere

Gli accordi di Parigi sono un mezzo flop?

paris agrement due La XXI Conferenza delle parti di Parigi si è chiusa con uno storico accordo, così scrivono molti giornali, ma se si esamina il documento ufficiale le conclusioni sembrano molto meno entusiasmanti di quanto ci raccontano i media. E’ assolutamente indubbio che dal punto di vista strettamente politico il meeting parigino sia un successo, ma se si guarda al risultato concreto – ovvero la riduzione dei gas di serra – siamo molto lontani dall’obbiettivo. Continua a leggere

Clima: i veri conti degli accordi di Parigi

United Nations summit and paris I grandi della terra hanno lasciato Parigi ed ora il compito di siglare un accordo sul clima è lasciato agli “sherpa”, ovvero le delegazioni tecniche delle rispettive nazioni che partecipano alla Conferenza. Si arriverà al risultato? Sembrerebbe di sì, visto che i piani nazionali di riduzione dei gas serra sono stati già inviati all’agenzia dell’Onu per i cambiamenti climatici. Il problema è stabilire a “quale” risultato ci si riferisce. Ci si può accontentare di un accordo politico – di qualsiasi genere esso sia – oppure si guarda all’efficacia degli impegni sottoscritti e dei risultati che promettono in termini di riduzione dei gas serra? E’ molto più probabile la prima ipotesi piuttosto che la seconda. Continua a leggere