Gli untori del Covid-19

Come annunciato nel precedente post mi ero ripromesso di non toccare più l’argomento coronavirus (per brevità Covid-19) perché è un pantano popolato di serpenti velenosi. Ma un amico che ha seguito i miei sforzi per orizzontarmi in questa strana vicenda mi ha pregato di fare un ultimo sforzo (lo spero) anche se c’è qualche domanda a cui rispondere. Lo faccio un po’ di malavoglia perché il mondo è pieno di gente che se la suona e se la canta.

Continua a leggere

La sindrome cinese

Negli ultimi giorni ho tenuto a freno il nervosismo tutte le volte che ho acceso la TV. Della Sars non ne potevo più, visto che è diventato uno spauracchio che ha mandato in tilt la programmazione mediatica, ma meno ancora sopportavo questo teatrino di Matteo Renzi. Per avere ragione di questo tormentone giuro che sono disposto a qualsiasi cosa. Quindi parliamone di questo coronavirus e cerchiamo di stare sulle cose serie, perché di bufale ne ho sentito anche troppe. Nel frattempo credo di aver capito qual’è il vero motore di questa epidemia mediatica: l’ignoranza e lo scoopismo a buon mercato dei media. Ma proviamo a partire dall’inizio.
Continua a leggere

La figlia delle cave di Altai

Excavation in the East Gallery of Denisova Cave, August 2010

Il cespuglio dei nostri ascendenti più prossimi si è arricchito di un nuovo tassello. Nelle cave di Denisova, in Siberia, l’esame genetico di un piccolo frammento di osso ha dimostrato che apparteneva a una ragazza di circa 13 anni vissuta 90.000 anni fa. Sin qui niente di particolare salvo il fatto che l’esame del suo genoma ha dimostrato che aveva una madre Neanderthal e un padre Denisoviano. E’ il primo caso descritto di incrocio fra le due distinte specie che hanno dato vita a una discendente. Continua a leggere

La rovinosa caduta di Hans Asperger


Al pediatra austriaco Hans Asperger viene riconosciuto tardivamente il ruolo di pioniere degli studi sull’autismo. Nasce a Vienna nel 1906 e per paradosso la sua infanzia solitaria, e la difficoltà ad avere rapporti sociali con i suoi coetanei, ha spinto molti a credere che soffrisse dello stesso disturbo che avrà modo di studiare molto più tardi. Nel 1938 pubblica un lavoro in cui descrive una “psicopatia autistica” a cui nel 1944 dedica la sua tesi di dottorato. Ma nuove rivelazioni ne chiariscono alcuni lati oscuri del suo passato. Continua a leggere

Seconda condanna per Massimo Bossetti


L’omicidio di Yara Gambirasio, per cui è stato condannato all’ergastolo Massimo Bossetti (condanna in primo grado ora confermata in appello) ha scatenato in rete una folla di innocentisti. Non meraviglia affatto perché il Dna è un argomento tecnicamente «duro» e poi perché nel caso Gambirasio il Dna è tutto: ci sono altri indizi, ma la prova più schiacciante viene dalle tracce biologiche trovate sul corpo della vittima. A Bossetti si arriva solo nel 2014 per cui tutte le analisi relative al cosiddetto “Ignoto 1” sono state effettuate nei tre anni precedenti e all’insaputa del collegio di difesa che poi rappresenterà l’imputato. E’ una violazione dei diritti della difesa? In estrema sintesi il problema è quindi il seguente: il Dna di Ignoto 1 è lo stesso di Massimo Bossetti? Continua a leggere

Terrorismo: la profezia di Abu Mus’ab al-Suri

 


Sette morti e almeno 48 feriti nell’ultimo attacco che ha colpito Londra ieri. E’ il terzo in tre mesi e da marzo ad oggi ne sarebbero stati sventati altri cinque. E’ un bollettino di guerra a cui forse bisognerà abituarsi. Peccato che non arriva come un fulmine a ciel sereno e che simili azioni siano destinate a ripetersi nel prossimo futuro. A Torino, durante la diretta della partita di Champions League, la folla ha tentato di fuggire da Piazza San Carlo, dopo un falso allarme, e ha calpestato 1.527 persone. Otto di queste sono ricoverate con un codice rosso e le condizioni di tre sono particolarmente critiche. Se si guarda al modus operandi degli ultimi attentati londinesi si può facilmente concludere che si tratta di “cani sciolti” o di terroristi improvvisati che non hanno una solida preparazione militare come è avvenuto in altri casi. Ma conta poco. Si sta avverando la profezia dell’ideologo siriano Abu Mus’ab al-Suri che nel 2004 predicava l’avvento del jihad globalizzato e sfrancato dalle principali organizzazioni terroristiche. Il suo libro The Global Islamic Resistance Call, pubblicato su internet nel dicembre di quell’anno non solo ha fatto scuola, ma si è imposto come unica strategia possibile. Siamo al terrorismo fai da tè, ognuno fa quello che può e per conto suo. Ed è difficile difendersi da un pericolo così misterioso ed evanescente. L’onda lunga di questa tattica ci porta a Torino, dove l’attacco terroristico non c’è ma c’è il suo fantasma che è altrettanto efficace. Continua a leggere