Fusione: il risultato che non c’è

FUSION021392167952Abbiamo letto oggi sui quotidiani qualche titolo altisonante sui risultati raggiunti da un laboratorio americano a proposito di fusione a confinamento inerziale. L’argomento è ostico, tecnicamente molto impervio e l’articolo da cui nasce la notizia è incomprensibile da un comune mortale che non abbia una certa dimestichezza con la fisica. Anche la press release di Nature, dove è stato pubblicato il lavoro, alimenta un po’ di confusione. In sintesi i media dicono che in una capsula contenente deuterio e trizio, e bombardata da fasci laser, si sarebbe ottenuta più energia di quella immessa nel sistema. Se così fosse sarebbe la notizia del decennio, ma purtroppo siamo molto lontani da un risultato così eclatante.

Il National Ignition Facility è un laboratorio del Lawrence Livermore dove si tenta di raggiungere il punto di innesco della fusione nucleare utilizzando 192 fasci laser che vengono diretti verso una capsula che contiene nuclei di deuterio e trizio. La scommessa è far sì che i fasci laser comprimano i due isotopi al punto da fonderli, generando altri elementi con un guadagno di energia. Il lavoro su Nature riferisce di due «spari» dove l’energia immessa nella capsula è stata rispettivamente di 9.400 e 12.000 joule, mentre l’energia rilasciata da qualche parziale processo di fusione è stata di 17.300 joule nel primo caso e di 14.400 nel secondo. Gli autori scrivono che per la prima volta è stato superato il «fattore 1», quando l’energia immessa e quella prodotta sono dello stesso valore. Il problema serio, e di cui gli autori accennano brevemente alla fine dell’articolo, è che i 192 fasci producono mediamente un’energia di circa 1,8 milioni di joule, di cui il 99% viene dispersa nel processo. In termini pratici significa che l’energia necessaria per generare gli impulsi laser è circa cento volte maggiore di quella che raggiunge il cuore della capsula. Quindi l’equivoco nasce da una frettolosa interpretazione della frase «l’energia rilasciata è maggiore di quella immessa nel sistema». Ora se si guarda alle necessità energetiche dell’intero sistema è assolutamente evidente che noi spendiamo cento unità di energia per averne poco più di una. Il New York Times scrive correttamente che il risultato può facilitare i finanziamenti per il National Ignition Facility, ma che la fusione a confinamento inerziale non solo sembra ancora molto lontana perché forse è irraggiungibile.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: