Volo MH370: Aggiornamenti

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Aggiornamento del 28 marzo 2014. L’area di ricerca del relitto del Boeing 777 malese è stata improvvisamente spostata verso Nord dall’Autorità per la sicurezza marittima australiana a cui competono le indagini per territorialità. Ora si cerca a quasi 1.100 chilometri a settentrione delle aeree esaminate sino a due giorni fa e a una distanza da Perth di soli 1.680 chilometri rispetto ai quasi 2.500 della scorsa settimana. La decisione è sembrata strana a molti, anche considerando che nell’area a sud c’erano state molte segnalazioni di oggetti che galleggiavano: il 20 marzo viene diffusa una foto di Digital Globe dove si vedono un oggetto di circa 24 metri di lunghezza e un secondo di 5, due giorni dopo qualcosa di simile viene segnalato dai satelliti cinesi ma leggermente più a SO. Poi il 24 marzo un Il-76 cinese segnala, un po’ più a Nord, di averne visto altri due circondati da frammenti più piccoli e sparsi in un raggio di diversi chilometri. Il 26 la Malesia segnala un campo detriti composto da circa 122 frammenti e localizzati da un satellite francese  tre giorni prima. Si troverebbero fra quelli segnalati il 20 e il 22 marzo. Poi il 27 un satellite tailandese trova un campo detriti formato da circa 300 corpi a 170 km di distanza dalla segnalazione del 22 marzo. Tutti questi oggetti si susseguono lungo una direttrice N-SSE, a molti è sembrato che una simile concentrazione di detriti fosse il segno più evidente che i resti del Boeing 777 fossero dispersi in questa zona. E quindi che fosse una questione di ore per avere la conferma ufficiale che era stato trovato il campo detriti. Ma non è così, perché?

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MH370: trovato l’ago nel pagliaio?

5325446-3x2-700x467Il destino del volo MH370 della Malaysia Airlines, partito da Kuala Lumpur con destinazione Pechino e scomparso l’8 marzo, sta sbancando la rete. Le ipotesi che si leggono sui giornali e sui blog sono a volte incredibili e vengono ribaltate nel giro di poche ore dall’ultima notizia disponibile. Ovviamente applicare il rasoio di Occam – secondo cui la spiegazione migliore è sempre la più semplice per risolvere il mistero − non è il metodo di lavoro più affidabile. Anzi la sterminata letteratura tecnica sugli incidenti aerei porta a credere il contrario: è abbastanza raro che le prime ipotesi giornalistiche, costruite su dati spesso inaffidabili, siano confermate dai risultati delle indagini che a volte possono durare mesi. A volte anche anni. Continua a leggere

Fukushima tre anni dopo

pict46Sono passati solo tre anni dall’incidente nucleare di Fukushima, l’11 marzo del 2011, e nel frattempo è stata pubblicata una quantità enorme di letteratura. Classificato al livello 7 della scala Ines l’incidente giapponese è secondo soltanto a quello di Chernobyl, dove si è verificata la fusione totale del nocciolo del reattore e un’esplosione chimica che ne scoperchia la struttura di contenimento rilascia nell’ambiente una quantità enorme di materiale radioattivo. Per contro il sisma che ha colpito l’isola di Honshu, di magnitudo 9, è talmente potente che secondo lo US Geological Survey ha spostato l’isola di circa 2,4 metri verso Est e aumentato l’inclinazione dell’asse terrestre fra 10 e 25 centimetri. Lo tsunami prodotto dal sisma arriva immediatamente dopo e si abbatte sulla costa orientale penetrando nell’entroterra anche per dieci chilometri. Le vittime accertate saranno circa 18.500. L’onda dello tsunami ha un’altezza variabile ma colpisce quattro complessi nucleari sulla costa: sono Onagawa, Fukushima Daiichi e Daini – distano pochi chilometri l’uno dall’altro – e infine più a sud Tokai. Continua a leggere