MH370: captati i segnali del Boeing sul fondo dell’oceano

towed-pinger-locator-behind-adv-ocean-shieldPer quanto il coordinatore dell’Agenzia australiana per la ricerca dei rottami del Boeing malese inviti alla cautela, quasi tutti sono certi che i segnali captati dalla nave oceanografica Ocean Shield siano quelli dei due registratori di bordo del volo MH370. I motivi di questo cauto ottimismo sono due: il primo è che i segnali captati dalla nave australiana sono a poca distanza dal percorso teorico – ricavato dai ping di Immarsat – che il Boeing malese avrebbe seguito. Il secondo è che la frequenza dei quattro segnali è congrua con i parametri di trasmissione dei due registratori, che potrebbero trovarsi su un fondale oceanico profondo almeno 4.500 metri. L’ultima segnalazione positiva è del 7 aprile e da quel momento in poi non è stato captato nessun altro segnale. Molto probabilmente le batterie al litio dei due registratori sono scariche per cui l’emissione dei «beacon» potrebbe essere talmente debole da non essere più rilevabile dal sonar filoguidato della Ocean Shield. E’ comunque un notevole passo avanti per tentare di localizzare il relitto del Boeing sul fondo dell’oceano. Continua a leggere

MH370: si tratta di un suicidio?

Flight-MH370-3225421«Spero di sbagliarmi ma probabilmente non troveremo mai i resti del volo MH370, e forse non conosceremo mai le cause che hanno prodotto l’incidente» dice ad Aviation Week & Space Technology Greg Feith. Questa dichiarazione di pessimismo non viene da un tecnico qualsiasi, ma da un ex investigatore del NTSB, l’Agenzia americana per la sicurezza del trasporto, che oggi lavora per un’azienda privata. Feith esclude che la scomparsa del Boeing 777 malese sia dovuta ad avarie meccaniche, ad un incendio a bordo e non crede che i molti misteri del volo malese si possano spiegare con un dirottamento. Ovviamente si tratta di persona ben informata, che evidentemente ha buoni rapporti con i suoi ex colleghi, ma se ha ragione allora non resta che la tesi del suicidio di uno dei due piloti. Insomma, il paradossale destino del volo MH370 sarebbe stato volutamente deciso nel cockpit dell’aereo. Nel frattempo una nave cinese, Haixun 1, avrebbe localizzato un segnale intermittente sulla frequenza di 37,5 kHz, compatibile con l’emissione dei beacon delle scatole nere dell’MH370 (vedi aggiornamento in coda). Una seconda localizzazione viene dalla nave australiana Ocean Shield, ma 600 km più a NE. Continua a leggere