I molti retroscena delle torture di Guantanamo

Iraq Prison Abuse Come era facile prevedere il Rapporto sulle torture della Cia, licenziato ieri sera dalla Commissione del Senato per l’Intelligence, ha scatenato un mare di polemiche. Orizzontarsi sull’argomento senza leggere i documenti originali è un’impresa quasi impossibile e le agenzie di stampa scrivono di tutto: da una parte perché non riescono a governare l’impatto dell’attualità su un tema così scabroso, dall’altra perché il comportamento della Cia è indifendibile sotto ogni profilo. Ma a venirne fuori piuttosto malconcia è la verità storica di questa pur nera pagina dell’intelligence americana. Quello che possiamo fare, poi ognuno può trarne le sue personali conclusioni, è di proporre un percorso ragionato linkando molti documenti oggi declassificati e quindi disponibili anche al grande pubblico. Continua a leggere

Il rapporto sulle torture di Guantanamo scatena la guerra nel Parlamento americano

guantanamo Nella tardissima serata di oggi, o forse nelle prime ore di domani, dovrebbe essere declassificato un rapporto di 480 pagine sull’annosa questione degli interrogatori “intensificati” che la Cia avrebbe condotto nei confronti di terroristi legati ad al-Qaeda e catturati dopo gli attentati dell’11 settembre. Il documento è stato redatto dalla Commissione per l’intelligence del Senato americano, ma ha richiesto quasi quattro anni di discussione. In sintesi si tratta di un sommario che riassume un rapporto classificato di 6.000 pagine che analizza cinque milioni di documenti segreti della Cia. La pubblicazione del documento ha suscitato aspre polemiche nei due rami del parlamento americano per una serie di motivi: il primo è che creerebbe grande imbarazzo ai governi dei paesi che hanno ospitato le “prigioni segrete” della Cia, il secondo è che potrebbe stimolare un’ondata di attentati soprattutto fra le sedi diplomatiche americane in Medio Oriente, che infatti sono state allertate e sottoposte a criteri di massima sicurezza. Continua a leggere

Il blitz fallito in Yemen porta all’uccisione di due ostaggi

special-forces Un commando di 40 uomini delle forze speciali americane ha tentato ieri di liberare con un blitz in extremis due ostaggi occidentali nelle mani del gruppo yemenita di al-Qaeda in Arabian Peninsula (AQAP). Ma li hanno trovati gravemente feriti dai miliziani quando questi ultimi si sono resi conto che erano destinati a soccombere. Il 4 dicembre il leader di AQAP, Nasser bin Ali al Ansi, aveva diffuso un video in cui dava tre giorni di tempo al governo americano per ottemperare ad alcune condizioni poste dall’organizzazione, e trascorso questo periodo dichiarava che gli ostaggi ancora nelle loro mani sarebbero stati uccisi. Continua a leggere