Il rapporto sulle torture di Guantanamo scatena la guerra nel Parlamento americano

guantanamo Nella tardissima serata di oggi, o forse nelle prime ore di domani, dovrebbe essere declassificato un rapporto di 480 pagine sull’annosa questione degli interrogatori “intensificati” che la Cia avrebbe condotto nei confronti di terroristi legati ad al-Qaeda e catturati dopo gli attentati dell’11 settembre. Il documento è stato redatto dalla Commissione per l’intelligence del Senato americano, ma ha richiesto quasi quattro anni di discussione. In sintesi si tratta di un sommario che riassume un rapporto classificato di 6.000 pagine che analizza cinque milioni di documenti segreti della Cia. La pubblicazione del documento ha suscitato aspre polemiche nei due rami del parlamento americano per una serie di motivi: il primo è che creerebbe grande imbarazzo ai governi dei paesi che hanno ospitato le “prigioni segrete” della Cia, il secondo è che potrebbe stimolare un’ondata di attentati soprattutto fra le sedi diplomatiche americane in Medio Oriente, che infatti sono state allertate e sottoposte a criteri di massima sicurezza.

La pubblicazione di questo rapporto è stata voluta dall’amministrazione americana, Obama ne ha parlato in diverse occasioni, per mettere fine a una serie di indiscrezioni pubblicate dalla stampa negli ultimi anni. Che la Cia abbia utilizzato sofisticati strumenti di tortura per estorcere confessioni non è una novità assoluta e alcuni documenti sulla questione circolano liberamente da anni.  Ad esempio sappiamo molti particolari sulla tecnica del waterboarding (o annegamento simulato) che su qualche prigioniero è stato praticato per centinaia di volte. A spingere per la divulgazione di questo rapporto è stata anche la senatrice democratica Dianne Feinstein che presiede la Commissione del Senato per l’intelligence. I rappresentanti repubblicani del Comitato hanno rilasciato dichiarazioni di fuoco, visto che gli interrogatori sotto tortura sono stati autorizzati dall’amministrazione Bush: “E’ un’idea terribile – ha commentato il repubblicano Mike Rogers, presidente del Comitato per l’intelligence del Congresso  – infatti i nostri partner internazionali ci dicono che tutto questo provocherà violenze e vittime nei loro paesi. Ma anche la nostra intelligence ha espresso grande preoccupazione per quello che riguarda la sicurezza nazionale”. La Cia ha cercato in ogni modo di fermare questa iniziativa ed è arrivata al punto di piazzare delle microspie al Senato, come recentemente ha pubblicamente ammesso Dianne Feinstein. La pubblicazione del rapporto era prevista per il luglio di quest’anno, ma la Cia ha chiesto che si rivedesse il documento per secretare alcuni passaggi che avrebbero messo in difficoltà l’Agenzia e i suoi uomini del servizio clandestino. Le prime indiscrezioni sul rapporto sostengono che gli interrogatori sotto tortura non abbiano dato alla Cia informazioni decisive per combattere il terrorismo e che l’Agenzia abbia mentito in diverse occasioni agli organi preposti al suo controllo. Il rapporto sarà commentato da un documento della minoranza della Commissione del Senato e la Cia sta preparando un sito web dove pubblicherà documenti riservati in cui sosterrà la necessità di queste pratiche di interrogatorio. Ne riferiremo appena il rapporto sarà disponibile.

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