Il magistrato di Marsiglia cavalca la tesi del suicidio. Ma con quali prove?

cockpit

Dopo le rivelazioni del New York Times il procuratore di Marsiglia, Brice Robin che segue il caso del disastro in Provenza, ha convocato una conferenza stampa che si è svolta alle oggi alle 12.30 (ora locale). Il magistrato che segue le indagini è arrivato alla conclusione che l’incidente sia un atto deliberato del primo ufficiale che ha coscientemente fatto impattare l’aereo sulle montagne. Ma quali sono i dati che lo hanno portato a questa conclusione? Consultando le trascrizioni del Cockpit Voice Recorder (CVR) che registra il dialogo in cabina. I fatti sarebbero i seguenti, almeno secondo la ricostruzione che ne ha fatto il magistrato e trascritta dai media francesi.

Le CVR a parlé, nous avons la retranscription des 30 dernières minutes avant la catastrophe. Les 20 premières donnent lieu à des échanges normaux, enjoués et même courtois. Le pilote prépare ensuite le briefing de l’atterrissage à Düsseldorf, et le copilote répond alors de manière laconique. Puis on entend le pilote demander au copilote de prendre les commandes. On entend alors un siège qui recule et une porte qui se referme. Il est probable que le pilote se soit absenté pour soulager un besoin naturel. Le copilote est alors seul aux commandes de l’appareil. Il manipule alors le bouton dit Flight Monitoring System, qui contrôle l’altitude de l’avion. Il actionne donc la descente de l’appareil, qui passe de 12.000 mètres d’altitude à 2.000 en huit minutes. Cette action ne peut être que volontaire. On entend alors plusieurs appels du commandant demandant l’accès à la cabine par l’interphone, équipé d’un visio. Le pilote s’est donc montré et identifié, sans que le copilote ne réponde. Il a ensuite toqué, mais sans réponse. Des alarmes se déclenchent pour signifier à l’équipage la proximité du sol. A ce moment-là, on entend des coups violents, comme pour défoncer la porte, qui est blindée. On entend ensuite des cris juste avant le crash. Il n’y aura aucune réponse, aucune parole dans la cabine. Il ne répond pas aux nombreux appels du contrôle aérien de Marseille. On entend uniquement le bruit de respiration du copilote jusqu’à l’impact final. Il était donc vivant. Juste avant impact final, on entend ce qui peut être le bruit d’un premier impact sur un talus, où l’avion a vraisemblablement glissé avant de percuter la montagne à 700km/h ce qui a désintégré l’avion. C’est une respiration qui semble calme, normale, pas haletante ou de quelqu’un qui fait un infarctus. Il n’a envoyé aucun message de type +mayday+. A ce jour, 48 heures à peine après les faits et au vu des investigations, l’interprétation la plus plausible est que le copilote, par un abstention volontaire, a refusé d’ouvrir la porte de la cabine de pilotage au commandant de bord et a actionné le bouton déclenchant la perte d’altitude volontairement. Il a actionné ce bouton pour une raison que nous ignorons totalement, mais qui peut s’apparenter à une volonté de détruire cet avion.

La ricostruzione rivela diversi svarioni, non esiste un «bottone», agendo sul quale si comanda la perdita di quota dell’aereo. Non c’è un Flight Monitoring System, ma semmai un Flight Management System (FMS). Il fatto che il copilota non si alzi per sbloccare la porta e far rientrare nel cockpit il comandante non è necessariamente un atto che rivela l’intenzione del primo ufficiale di suicidarsi e di far impattare l’aereo sulle montagne. E’ questa la parte più debole della ricostruzione del magistrato di Marsiglia. Il Cockpit Voice Recorder, peraltro, non ci dice nulla sulla condotta del primo ufficiale perché registra solo il sonoro in cabina, per cui non c’è alcun elemento che confermi l’ipotesi che abbia cambiato i parametri di volo per far impattare sul terreno l’Airbus (semmai questo ce lo potrà dire il tracciato registrato dal Data Flight Recorder che non è stato ancora esaminato). Ovviamente in avvicinamento a una catena montuosa scatta l’allarme del GPWS (Ground Proximity Warning System) e quindi l’insistenza del comandante per farsi aprire è più che comprensibile, cerca di sfondare la porta, ovviamente senza riuscirci. Ma che accade nel cockpit? La visibilità è buona e il copilota vede all’orizzonte la catena delle alpi. L’Airbus perde quota a un rateo tale che l’impatto è solo un fatto di tempo. In una simile eventualità cosa fa un ufficiale con 600 ore di volo sul libretto? Sgancia le cinture, tira indietro il sedile e si alza per aprire la porta del cockpit o cerca disperatamente di risolvere il problema (purtroppo senza riuscirci) visto che ha i minuti contati? Non è a caso che Aviation Week & Space Technology, la bibbia del settore aeronautico, abbia postato sul suo sito un’analisi ieri sera in cui segnala inquietanti coincidenze con il volo Lufthansa per Monaco.

http://aviationweek.com/commercial-aviation/german-investigators-cast-wider-net-frozen-aoa-sensors-pamplona-dive-incident

Una risposta

  1. Thanks so much for sharing this excellent info! I’m seeking forward to see much more posts! dedkkegdgefa

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