Troppe stranezze sull’indagine del 320

germanwings-crash-site L’incidente all’Airbus 320 di Germanwings ha degli aspetti piuttosto misteriosi, ma sono altrettanto misteriose le dichiarazioni di alcune fonti che sono state ampiamente citate dai media. La sensazione, ed è qualcosa di più di una sensazione, è che nelle indagini sull’incidente ci siano aspetti irrituali, e questo spiega la dura presa di posizione di diverse rappresentanze sindacali dei piloti di cui parleremo più avanti. Al momento gli unici dati utili a ricostruire il volo del 320 vengono dal Cockpit Voice Recorder (CVR, un registratore dei dialoghi in cabina), mentre non è stato ancora trovato il Flight Data Recorder (FDR) dove vengono registrati tutti i parametri di volo. Quindi c’è una domanda che sorge spontanea: è possibile saltare alle conclusioni sulla dinamica dell’incidente con così pochi dati?

A censurare vivamente la gestione dell’inchiesta c’è il sindacato tedesco dei piloti (VC), la Federazione internazionale delle associazioni professionali del trasporto aereo (IFALPA), il sindacato europeo (ECA) e addirittura il potentissimo sindacato americano (ALPA). Queste associazioni hanno fortemente criticato la gestione delle indagini, e la fuga di notizie, sollevando non pochi interrogativi. Ad esempio non è ancora chiaro perché il comandante del 320 non sia riuscito a rientrare in cabina, mentre il direttore generale di Lufthansa ha spiegato in una conferenza stampa che esiste un codice di sblocco di emergenza della porta del cockpit a conoscenza dell’equipaggio, anche se la porta è bloccata dall’interno. La fonte è autorevole e quindi non lascia adito a dubbi. La seconda contestazione è relativa al Cockpit Voice Recorder la cui trascrizione ha spinto il procuratore di Marsiglia a sposare la tesi dell’atto deliberato di strage. L’aspetto più strano di questa vicenda, risolta nel giro di sole 48 ore mentre non è ancora stato trovato il FDR, è che da un punto di vista strettamente giuridico è una palese violazione dell’Annesso 13 dell’ICAO il quale recita che è vietato un «uso inappropriato» delle informazioni relative alla sicurezza, visto che tutti gli stati hanno delle agenzie cui spetta il compito di effettuare le indagini. Mentre il magistrato di Marsiglia convocava una conferenza stampa dove divulgava i dettagli dell’incidente, la BEA ha scelto la politica del silenzio. Infatti a tutt’oggi non ha rilasciato alcun comunicato, atteggiamento fatto proprio anche dall’Agenzia tedesca BFU. Per semplificare possiamo dire che le agenzie nazionali effettuano le loro indagini in totale autonomia e una volta concluse può entrare in scena la magistratura se ravvede nel comportamento dell’equipaggio o della compagnia evidenze di reato. Questa procedura non è stata rispettata ed è la prima volta che accade.
In sintesi il procuratore di Marsiglia ha basato le sue deduzioni su due fatti: il primo è che il secondo pilota avrebbe bloccato dal cockpit la porta di ingresso in cabina. C’è quindi una intenzionalità, che comunque richiederebbe qualche chiarimento, ma l’ipotesi su cui si regge il reato di strage viene dall’indiscrezione secondo cui il secondo in cabina avrebbe variato i parametri del piano di volo selezionando sul Flight Management System la quota di 96 piedi (meno di 30 metri) portando fatalmente l’Airbus all’impatto sul terreno. Questi dati dovrebbero essere confermati dal Flight Data Recorder, che non è stato ancora trovato, per cui da dove viene questa informazione? Il dato sarebbe stato divulgato da Flightradar24, un portale che raccoglie i dati trasmessi dai trasponder a bordo degli aerei di linea che vengono «graficizzati» e resi disponibili al pubblico. Molti di noi, se aspettano l’arrivo di un amico, consultano questo sito per sapere dove si trova l’aereo che ha preso e questo consente di stimare il tempo di atterraggio. Il portale in genere rilascia dati essenziali, ovvero quota, prua e velocità, ma l’azienda che gestisce il portale avrebbe la possibilità di interpretare questi dati analizzando quanto trasmette il trasponder di bordo. Se questa indagine la può fare un’azienda privata significa che l’ATC di Marsiglia aveva gli stessi dati? Ovviamente in questa fase delle indagini nessuno può escludere che l’impatto dell’Airbus sulle Alpi francesi sia un atto deliberato, ma va dimostrato e i «rumors» non si possono sostituire alle evidenze raccolte da una commissione di inchiesta.
Se l’intenzione del primo ufficiale era di distruggere l’aereo, approfittando dell’assenza del comandante, perché ha scelto un rateo di discesa che ha richiesto quasi nove minuti di volo? Non avrebbe fatto prima ad escludere il sistema di gestione computerizzata pilotando a mano con una discesa rapida – che forse avrebbe richiesto una manciata di secondi – in stile 11 settembre?

  1. Ciao, il punto cruciale della questione, come giustamente fai notare, sta tutto nella possibilità (o meno) di aprire la porta della cabina dall’esterno anche se questa fosse bloccata da dentro. Cosa c’è di certo riguardo a questo? Cosa ha detto di preciso il direttore generale di Lufthansa? Il NYT sostiene esplicitamente (http://www.nytimes.com/interactive/2015/03/26/world/europe/germanwings-cockpit-door-lock.html) che chi si trova dentro il cockpit può impedire l’ingresso anche a chi conosce il codice («The pilot, or someone else in the cockpit, can prevent anyone from entering by moving the door toggle to the “LOCK” position. The “LOCK” position disables emergency access for five minutes at a time»).

    • Il punto è cruciale, ma sull’argomento esistono diverse risposte. Il DG di Lufthansa ha sostenuto che con i codici di emergenza la porta si può sbloccare, ma comunque non immediatamente (l’apertura è temporizzata, quindi conferma quello che ha scritto il NYT). In ogni caso si può dire che il comandante non avrebbe fatto a tempo a recuperare una situazione che forse aveva già superato la soglia critica. Questa faccenda della porta blindata sembra una sciocchezza partorita dopo gli attentati del 2001 e ha detto bene un pilota su Pprunes che questo provedimento “ha fatto più morti di quelli che ha salvato”. Se un dirottatore punta un coltello alla gola di un assistente di bordo mi sembra impossibile che l’equipaggio si rifiuti di aprire la porta di accesso al cockpit. Non credo che serva a molto e almeno in questo caso ha provocato 150 vittime…..

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