Lubitz si è suicidato, ma ora cosa bisogna fare?

2014-01-jan-qf10-dxb-mel-127-640x407Il ritrovamento del Flight Data Recorder dell’Airbus 320 che si è schiantato sulle Alpi Francesi ha del miracoloso. A scovarlo è stata l’unica donna del team di 43 alpinisti della polizia di montagna francese, Alide Clodefy, che peraltro era al suo primo giorno di servizio. Il FDR era intrappolato fra le lamiere contorte del velivolo, ha sopportato un incendio che ha ha fatto scomparire la classica colorazione arancione e le foto dimostrano che era fortemente danneggiato dall’impatto. Una prima analisi dei dati registrati conferma che Andreas Lubitz, quando era solo nel cockpit e ha impedito al comandante di rientrare in cabina, ha selezionato la quota di 96 piedi che ha portato l’Airbus a perdere quota e ad impattare sulle Alpi Francesi. Ma oltre questo dato ce n’è un secondo che conferma la volontà omicida del primo ufficiale: durante le ultime fasi del volo avrebbe volontariamente aumentato la velocità con cui il 320 volava – presumibilmente usando l’automanetta – per fare in modo che impattasse sulla montagna alla maggiore velocità possibile.

Questi due elementi cruciali per l’inchiesta sono stati resi noti da uno scarno comunicato del BEA, l’ente francese per la sicurezza aerea, che ha ricevuto il FDR nel tardo pomeriggio di ieri. Una prima parziale analisi ha consentito agli investigatori di confermare due aspetti centrali che riguardano l’ultima parte del volo di Germanwings, a partire da otto minuti prima dell’impatto finale. Il FDR registra molte centinaia di parametri, fra cui la selezione della quota minima possibile che si può impostare sul sistema automatizzato di volo e infine il dato sulla velocità. Evidentemente Lubitz voleva che il 320 impattasse alla maggiore velocità possibile, e forse – non è da escludere – nel tentativo di distruggere delle prove. Le foto del registratore dei dati, diffuse dalla Procura di Marsiglia, mostrano un rottame non solo deformato dall’urto, ma completamente irriconoscibile perché annerito dall’incendio del carburante dopo l’impatto. Il FDR mostra di aver perso il beacon, un trasmettitore che ne facilita il recupero, per cui è stato localizzato dalla polizia di montagna francese rovistando fra i rottami accartocciati.

Germanwings_Black__3255742b

E’ presumibile che per avere ulteriori elementi sull’incidente bisognerà attendere diverse settimane: l’esame di routine è di sovrapporre i dati del FDR, e la sequenza temporale, con i tracciati radar e infine con la registrazione audio del CVR. Ma questa operazione di sincronizzazione richiederà molte settimane.
Nel frattempo le polemiche sono al calor bianco: la Lufthansa, che opera con la compagnia low cost Germanwings, è stata messa sotto accusa e non solo dalla stampa tedesca. In un primo momento aveva infatti dichiarato di non sapere che Lubitz aveva avuto seri problemi psicologici, salvo poi ammettere di averne avuto notizia. E’ probabile che l’accanimento con cui i media attaccano la compagnia tedesca sia esagerato: i test a cui vengono sottoposti i piloti non hanno la finezza necessaria per stabilire se un individuo ha tendenze suicide, sempre che non sia lo stesso interessato a comunicarlo volontariamente ai medici. Nella comunità dell’aviazione commerciale si discute moltissimo anche sulla recente norma che prescrive la presenza di due persone nel cockpit. In considerazione del fatto che nel corto raggio si impiegano due soli piloti se uno esce dovrà essere sostituito da un assistente di bordo. Ma sarebbe in grado di sventare un disegno suicida del pilota che è ai comandi? Anche sulla chiusura della porta blindata per l’accesso in cabina c’è un intenso dibattito: alcuni ritengono che sia una misura inutile, altri citano un caso in cui forse ha salvato la vita dei passeggeri. Nel 2012 durante la tratta New York-Las Vegas, operata dalla compagnia JetBlu, il comandante ha dato segni evidenti di squilibrio – pare abbia avuto un attacco di panico – correndo nel corridoio della carlinga ed urlando. In quel caso il primo ufficiale che era ai comandi gli ha impedito di rientrare nel cockpit, mentre gli assistenti di volo – con l’aiuto dei passeggeri – immobilizzavano il comandante cinturandolo a un sedile. Il volo si è concluso prematuramente ma senza problemi ad Amarillo, in Texas, circa venti minuti dopo. Per quanto i suicidi a bordo siano pochi – 11 incidenti in 40 anni – è assolutamente evidente che il disastro del 320 tedesco metterà a dura prova le norme vigenti in fatto di controlli medici, al punto che la Royal Aeronautic Society ha pubblicato ieri un commento dal titolo: Germanwings, the final frontier of aviation safety.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: