Afghanistan: il ritorno delle bombe termobariche


L’ultima volta che gli Usa hanno usato un ordigno termobarico è stato nel 2002 in Afghanistan. Ieri pomeriggio, intorno alle 19 ora locale un MC-130 ha sganciato una fuel air bomb (Gbu-43) nella provincia di Nangarhar per colpire alcuni tunnel sotterranei dell’Isis, in una zona molto vicina al confine con il Pakistan e i Territori ad Amministrazione Tribale. L’azione ha interessato una zona che è considerata uno storico rifugio delle formazioni jihadiste. Gli effetti delle fuel air bomb sono impressionati e la potenza di questi ordigni è classifica come subnucleare. Sono in grado di “bonificare” tunnel che resisterebbero a qualsiasi altro bombardamento con esplosivi convenzionali.

Una fuel air bomb è sostanzialmente costituita da un contenitore che trasporta tonnellate di microparticelle esplosive. A seconda delle versioni si usano metalli come alluminio o magnesio, ma si ha notizia che siano state sperimentati con successo anche nano-esplosivi. In genere un grosso contenitore viene sganciato da un aereo da trasporto a una quota di sicurezza. L’ordigno cade al suolo trattenuto da alcuni paracadute. A circa 600 metri di quota esplode una prima spoletta che distrugge il contenitore e libera nell’aria una nube di aerosol che si espande per diverse centinaia di metri. Quando la nube si è espansa e si avvicina al suolo deflagra una seconda carica esplosiva che produce una enorme palla di fuoco ad altissima temperatura. Chi si trova nel raggio della nube ed è allo scoperto viene incenerito all’istante, ma l’effetto principale di questo ordigno è di consumare tutto l’ossigeno presente nell’ambiente circostante. Nel caso di un tunnel la forte depressione esercitata dallo scoppio della bomba aspira e “consuma” l’ossigeno per centinaia di metri. L’effetto per le persone dentro i cunicoli è che la depressione è talmente violenta che i polmoni collassano generando incapacità ma immediatamente dopo asfissia. E’ per questo meccanismo che le fuel air bomb sono state chiamate anche “vacuum bombs”. La formazione Free Syrian Army sostiene che il regime di Damasco abbia usato questi ordigni nella battaglia di Aleppo e anche nel Kafar Batna. Un rapporto delle Nazioni Unite sostiene che siano state utilizzate a Quayr nel marzo del 2013. L’azione in Afghanistan è stata confermata ieri pomeriggio da un tweet del Pentagono.

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