Egyptair, perché credo nell’attentato

135372750_14636635816471n Sull’incidente occorso al volo Parigi-Il Cairo c’è una ridda di indiscrezioni: un giornale americano ha addirittura citato la possibilità che sia stato un piccolo asteroide a colpire l’Airbus 320, ma ce n’è per tutti i gusti. A stare con i piedi per terra gli unici dati su cui si può fare un minimo di affidamento sono i messaggi ACARS.
00:26Z 3044 ANTI ICE R WINDOW
00:26Z 561200 R SLIDING WINDOW SENSOR
00:26Z 2600 SMOKE LAVATORY SMOKE
00:27Z 2600 AVIONICS SMOKE
00:28Z 561100 R FIXED WINDOW SENSOR
00:29Z 2200 AUTO FLT FCU 2 FAULT
00:29Z 2700 F/CTL SEC 3
Sono delle stringhe di dati che vengono trasmesse in automatico via satellite per segnalare delle emergenze. Continua a leggere

Lubitz si è suicidato, ma ora cosa bisogna fare?

2014-01-jan-qf10-dxb-mel-127-640x407Il ritrovamento del Flight Data Recorder dell’Airbus 320 che si è schiantato sulle Alpi Francesi ha del miracoloso. A scovarlo è stata l’unica donna del team di 43 alpinisti della polizia di montagna francese, Alide Clodefy, che peraltro era al suo primo giorno di servizio. Il FDR era intrappolato fra le lamiere contorte del velivolo, ha sopportato un incendio che ha ha fatto scomparire la classica colorazione arancione e le foto dimostrano che era fortemente danneggiato dall’impatto. Una prima analisi dei dati registrati conferma che Andreas Lubitz, quando era solo nel cockpit e ha impedito al comandante di rientrare in cabina, ha selezionato la quota di 96 piedi che ha portato l’Airbus a perdere quota e ad impattare sulle Alpi Francesi. Ma oltre questo dato ce n’è un secondo che conferma la volontà omicida del primo ufficiale: durante le ultime fasi del volo avrebbe volontariamente aumentato la velocità con cui il 320 volava – presumibilmente usando l’automanetta – per fare in modo che impattasse sulla montagna alla maggiore velocità possibile. Continua a leggere

Germanwings: processi sommari e domande irrisolte

germanwings-plane-crash-alpsSul disastro dell’Airbus 320 continuano a fioccare indiscrezioni, ma riguardano quasi esclusivamente la vita privata di Andreas Lubitz. Le dichiarazioni del procuratore di Marsiglia hanno innescato un vero e proprio processo sommario nei confronti del pilota della Germanwings che desta non poche perplessità, e non solo sul piano etico. Quindi abbiamo da una parte un magistrato di Marsiglia che sembra non avere dubbi sulla dinamica dell’incidente, ma dall’altra il responsabile della Gendarmeria Nazionale francese ha sostenuto – in una conferenza stampa a Dusseldorf – che anche se l’atto deliberato ha delle evidenze, le indagini non si fermano a questo e contemplano altre ipotesi. Insomma il capo della polizia francese è molto più cauto rispetto al magistrato per cui sta lavorando. In effetti il quadro probatorio che contempla il reato di strage ha diversi punti deboli e la dinamica dell’incidente presenta ancora dei punti oscuri che vale la pena di illustrare. Continua a leggere

Troppe stranezze sull’indagine del 320

germanwings-crash-site L’incidente all’Airbus 320 di Germanwings ha degli aspetti piuttosto misteriosi, ma sono altrettanto misteriose le dichiarazioni di alcune fonti che sono state ampiamente citate dai media. La sensazione, ed è qualcosa di più di una sensazione, è che nelle indagini sull’incidente ci siano aspetti irrituali, e questo spiega la dura presa di posizione di diverse rappresentanze sindacali dei piloti di cui parleremo più avanti. Al momento gli unici dati utili a ricostruire il volo del 320 vengono dal Cockpit Voice Recorder (CVR, un registratore dei dialoghi in cabina), mentre non è stato ancora trovato il Flight Data Recorder (FDR) dove vengono registrati tutti i parametri di volo. Quindi c’è una domanda che sorge spontanea: è possibile saltare alle conclusioni sulla dinamica dell’incidente con così pochi dati? Continua a leggere

Il magistrato di Marsiglia cavalca la tesi del suicidio. Ma con quali prove?

cockpit

Dopo le rivelazioni del New York Times il procuratore di Marsiglia, Brice Robin che segue il caso del disastro in Provenza, ha convocato una conferenza stampa che si è svolta alle oggi alle 12.30 (ora locale). Il magistrato che segue le indagini è arrivato alla conclusione che l’incidente sia un atto deliberato del primo ufficiale che ha coscientemente fatto impattare l’aereo sulle montagne. Ma quali sono i dati che lo hanno portato a questa conclusione? Consultando le trascrizioni del Cockpit Voice Recorder (CVR) che registra il dialogo in cabina. I fatti sarebbero i seguenti, almeno secondo la ricostruzione che ne ha fatto il magistrato e trascritta dai media francesi. Continua a leggere

L’incidente del 320 in Francia ha dei precedenti

Luogo del disastro Un airbus 320 della Germanwing (D-AIXP), la compagnia low cost della Lufthansa, che operava sulla tratta Barcellona-Dusseldorf si è schiantato ieri sulle Alpi francesi nei pressi di Barcelonnette. Il bilancio delle vittime è di 144 passeggeri e 6 membri di equipaggio. Sull’incidente si è scatenata una ridda di ipotesi e all’inizio l’avaria più citata in alcuni forum professionali era un guasto all’impianto di pressurizzazione, ma nel giro di poche ore ci si è resi conto che c’era ben altro. L’Airbus era entrato in servizio nel 1991, ma aveva subìto l’ultima ispezione il 23 marzo di quest’anno, mentre una revisione più profonda del velivolo era stata effettuata nell’estate del 2013. Il dato su cui concentrarsi per fare un’ipotesi sulla dinamica dell’incidente riguarda gli ultimi 8 minuti di volo (vedi grafico sotto): l’Airbus dopo il decollo ha raggiunto rapidamente la quota di crociera ma poi inizia una rapida discesa sino a scomparire dagli schermi radar. L’ultimo segnale ricevuto è quello delle 09:41 quando il 320 è sceso alla quota di circa 1.800 metri. Il controllo del traffico aereo ovviamente dirama un allarme, ma al momento non abbiamo dati certi sul fatto che l’equipaggio abbia lanciato un «mayday», ormai è a una quota talmente bassa sui rilievi della Provenza che poco dopo impatta fatalmente sul costone di una montagna. Continua a leggere

MH370: captati i segnali del Boeing sul fondo dell’oceano

towed-pinger-locator-behind-adv-ocean-shieldPer quanto il coordinatore dell’Agenzia australiana per la ricerca dei rottami del Boeing malese inviti alla cautela, quasi tutti sono certi che i segnali captati dalla nave oceanografica Ocean Shield siano quelli dei due registratori di bordo del volo MH370. I motivi di questo cauto ottimismo sono due: il primo è che i segnali captati dalla nave australiana sono a poca distanza dal percorso teorico – ricavato dai ping di Immarsat – che il Boeing malese avrebbe seguito. Il secondo è che la frequenza dei quattro segnali è congrua con i parametri di trasmissione dei due registratori, che potrebbero trovarsi su un fondale oceanico profondo almeno 4.500 metri. L’ultima segnalazione positiva è del 7 aprile e da quel momento in poi non è stato captato nessun altro segnale. Molto probabilmente le batterie al litio dei due registratori sono scariche per cui l’emissione dei «beacon» potrebbe essere talmente debole da non essere più rilevabile dal sonar filoguidato della Ocean Shield. E’ comunque un notevole passo avanti per tentare di localizzare il relitto del Boeing sul fondo dell’oceano. Continua a leggere

MH370: si tratta di un suicidio?

Flight-MH370-3225421«Spero di sbagliarmi ma probabilmente non troveremo mai i resti del volo MH370, e forse non conosceremo mai le cause che hanno prodotto l’incidente» dice ad Aviation Week & Space Technology Greg Feith. Questa dichiarazione di pessimismo non viene da un tecnico qualsiasi, ma da un ex investigatore del NTSB, l’Agenzia americana per la sicurezza del trasporto, che oggi lavora per un’azienda privata. Feith esclude che la scomparsa del Boeing 777 malese sia dovuta ad avarie meccaniche, ad un incendio a bordo e non crede che i molti misteri del volo malese si possano spiegare con un dirottamento. Ovviamente si tratta di persona ben informata, che evidentemente ha buoni rapporti con i suoi ex colleghi, ma se ha ragione allora non resta che la tesi del suicidio di uno dei due piloti. Insomma, il paradossale destino del volo MH370 sarebbe stato volutamente deciso nel cockpit dell’aereo. Nel frattempo una nave cinese, Haixun 1, avrebbe localizzato un segnale intermittente sulla frequenza di 37,5 kHz, compatibile con l’emissione dei beacon delle scatole nere dell’MH370 (vedi aggiornamento in coda). Una seconda localizzazione viene dalla nave australiana Ocean Shield, ma 600 km più a NE. Continua a leggere

Volo MH370: Aggiornamenti

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Aggiornamento del 28 marzo 2014. L’area di ricerca del relitto del Boeing 777 malese è stata improvvisamente spostata verso Nord dall’Autorità per la sicurezza marittima australiana a cui competono le indagini per territorialità. Ora si cerca a quasi 1.100 chilometri a settentrione delle aeree esaminate sino a due giorni fa e a una distanza da Perth di soli 1.680 chilometri rispetto ai quasi 2.500 della scorsa settimana. La decisione è sembrata strana a molti, anche considerando che nell’area a sud c’erano state molte segnalazioni di oggetti che galleggiavano: il 20 marzo viene diffusa una foto di Digital Globe dove si vedono un oggetto di circa 24 metri di lunghezza e un secondo di 5, due giorni dopo qualcosa di simile viene segnalato dai satelliti cinesi ma leggermente più a SO. Poi il 24 marzo un Il-76 cinese segnala, un po’ più a Nord, di averne visto altri due circondati da frammenti più piccoli e sparsi in un raggio di diversi chilometri. Il 26 la Malesia segnala un campo detriti composto da circa 122 frammenti e localizzati da un satellite francese  tre giorni prima. Si troverebbero fra quelli segnalati il 20 e il 22 marzo. Poi il 27 un satellite tailandese trova un campo detriti formato da circa 300 corpi a 170 km di distanza dalla segnalazione del 22 marzo. Tutti questi oggetti si susseguono lungo una direttrice N-SSE, a molti è sembrato che una simile concentrazione di detriti fosse il segno più evidente che i resti del Boeing 777 fossero dispersi in questa zona. E quindi che fosse una questione di ore per avere la conferma ufficiale che era stato trovato il campo detriti. Ma non è così, perché?

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