Clima: i veri conti degli accordi di Parigi

United Nations summit and paris I grandi della terra hanno lasciato Parigi ed ora il compito di siglare un accordo sul clima è lasciato agli “sherpa”, ovvero le delegazioni tecniche delle rispettive nazioni che partecipano alla Conferenza. Si arriverà al risultato? Sembrerebbe di sì, visto che i piani nazionali di riduzione dei gas serra sono stati già inviati all’agenzia dell’Onu per i cambiamenti climatici. Il problema è stabilire a “quale” risultato ci si riferisce. Ci si può accontentare di un accordo politico – di qualsiasi genere esso sia – oppure si guarda all’efficacia degli impegni sottoscritti e dei risultati che promettono in termini di riduzione dei gas serra? E’ molto più probabile la prima ipotesi piuttosto che la seconda. Continua a leggere

Clima: il rebus di Parigi

Paris-summit-2 Non è la prima volta che una Conferenza delle parti viene annunciata con un eclatante accordo sul clima e sulla riduzione delle emissioni di gas serra. E’ già accaduto in passato senza che questi meeting abbiano raggiunto un risultato. Accadrà anche stavolta? E’ abbastanza probabile, anche se c’è sempre la speranza di essere smentiti. Il problema delle emissioni è serio, ma l’economia e la politica sembrano avere altre priorità. Molti paesi annunceranno programmi di riduzione, ma i modelli sono implacabili e per contenere il riscaldamento planetario entro i 2° centigradi sarà necessaria una rivoluzione che per il momento non si vede all’orizzonte. Qualcosa si farà, ma un vero accordo comporta degli impegni vincolanti, il tallone d’Achille del Protocollo di Kyoto che infatti pochi paesi hanno ratificato. Continua a leggere

La sismologia difensiva

E’ nata la «sismologia difensiva», nessuno ne ha dato annuncio anche perché il termine ancora non esiste. L’evacuazione della Garfagnana ha dato la stura a una serie di commenti sulle ricadute della sentenza dell’Aquila: i tecnici dell’INGV hanno usato un linguaggio più crudo del solito? La Protezione Civile ha scelto una via difensiva allarmando più del dovuto i sindaci? L’unica cosa certa è che la sentenza aquilana ha prodotto un cambio di paradigma, obbligando a una nuova visione delle policies per la gestione del rischio. E’ meglio passare una notte fuori di casa che avere centinaia di vittime? Certamente sì, ma si tratta di un cortocircuito tipicamente italiano, come se fosse sempre possibile dare risposte semplici a problemi molto complessi. La polarizzazione fra innocentisti e colpevolisti, dopo il processo dell’Aquila, infatti libera il campo da una serie di fattori duri ed ostici, quelli che determinano la natura di eventi a bassa probabilità statistica, ma ad altissima intensità.

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