Clima: i veri conti degli accordi di Parigi

United Nations summit and paris I grandi della terra hanno lasciato Parigi ed ora il compito di siglare un accordo sul clima è lasciato agli “sherpa”, ovvero le delegazioni tecniche delle rispettive nazioni che partecipano alla Conferenza. Si arriverà al risultato? Sembrerebbe di sì, visto che i piani nazionali di riduzione dei gas serra sono stati già inviati all’agenzia dell’Onu per i cambiamenti climatici. Il problema è stabilire a “quale” risultato ci si riferisce. Ci si può accontentare di un accordo politico – di qualsiasi genere esso sia – oppure si guarda all’efficacia degli impegni sottoscritti e dei risultati che promettono in termini di riduzione dei gas serra? E’ molto più probabile la prima ipotesi piuttosto che la seconda. Continua a leggere

Clima: il rebus di Parigi

Paris-summit-2 Non è la prima volta che una Conferenza delle parti viene annunciata con un eclatante accordo sul clima e sulla riduzione delle emissioni di gas serra. E’ già accaduto in passato senza che questi meeting abbiano raggiunto un risultato. Accadrà anche stavolta? E’ abbastanza probabile, anche se c’è sempre la speranza di essere smentiti. Il problema delle emissioni è serio, ma l’economia e la politica sembrano avere altre priorità. Molti paesi annunceranno programmi di riduzione, ma i modelli sono implacabili e per contenere il riscaldamento planetario entro i 2° centigradi sarà necessaria una rivoluzione che per il momento non si vede all’orizzonte. Qualcosa si farà, ma un vero accordo comporta degli impegni vincolanti, il tallone d’Achille del Protocollo di Kyoto che infatti pochi paesi hanno ratificato. Continua a leggere

Storia culturale del clima

lousiana coast

Due tornado si abbattono sull’Oklahoma in meno di due settimane. Nell’Europa centrale in due soli giorni cade più pioggia di quanto ci si aspetterebbe in due mesi e molti centri abitati in Austria, Germania e Repubblica Ceca sono allagati. Sentiamo parlare sempre più spesso di fenomeni climatici estremi, ed è fatale che ci sia una particolare attenzione a questi eventi perché comportano danni di natura materiale e sociale. Il lavoro scientifico degli ultimi decenni ha dimostrato l’esistenza di un nesso causale fra le attività antropiche e il riscaldamento globale, ma sugli eventi avversi certe conclusioni dei modellisti sono meno condivise. Negli ultimi venti anni la vulgata sui mutamenti climatici ha molto spesso superato gli steccati del quadro scientifico di riferimento sino a conquistarsi una vita propria: in questo modo qualsiasi fenomeno che potremmo considerare inusuale per la nostra esperienza climatica, dalle inondazioni alle bolle di calore, dagli uragani alle frane per eccesso di pioggia, è stata addebitata alle attività umane. Continua a leggere