I piani americani per riconquistare Mosul

Mosul Il Pentagono avrebbe un piano per riconquistare Mosul, la principale roccaforte dell’Isis in Iraq. L’indiscrezione, ammesso che di indiscrezione di tratti, viene da una rivista militare (Military Times), poi ripresa da molti organi di stampa. L’offensiva dovrebbe scattare fra aprile e maggio e vedrebbe in campo cinque brigate delle forze di sicurezza irachene, tre brigate dei peshmerga curdi, tre brigate di rinforzo e un contingente di forze tribali della regione. Dichiarare apertamente i propri piani non ha molto senso per cui è stata fatta l’ipotesi che si tratti di un’operazione tipica della guerra psicologica (sempre che non si tratti di un incidente di percorso). Da qualche settimana circolano indiscrezioni secondo cui le forze dell’Isis non sarebbero più in grado di continuare la loro fase di espansione in Iraq e le cose non andrebbero meglio in Siria dove c’è un’alleanza di fatto fra il regime di Damasco e la coalizione internazionale. Ma riconquistare Mosul comporta una sanguinosa battaglia urbana che richiede truppe specializzate, intelligence e un efficientissimo coordinamento delle forze sul terreno che al momento non si vede. Continua a leggere

L’Isis si può battere a patto che…

SYRIA-CRISIS-IRAQ I bombardamenti in Siria e in Iraq hanno iniziato a smantellare le postazioni di al-Nusra e dell’Isis ed è lecito credere che la campagna aerea durerà molto a lungo. Ma basterà a sconfiggere i jihadisti oppure servirà soltanto a contenerne le forze? La domanda serpeggia da mesi fra i think tank che si occupano di sicurezza internazionale, ma ovviamente ci sono molte risposte a questa domanda e tutto dipende dall’ottica con cui si esamina il problema . Ma se per un attimo lasciassimo da parte le valutazioni strettamente politiche sulle decisioni di Barak Obama quale sarebbe la strategia più efficace per sconfiggere l’Isis? Continua a leggere

Il raid americano in Siria

isis-video L’intervento in Siria, annunciato da tempo, è scattato nelle ultime 48 ore. Per prudenza bisognerebbe aggiungere «almeno ufficialmente». Una prima salva di 40 missili di crociera è partita da due unità americano nel Mar Rosso e nel Golfo Persico, seguita mezzora dopo da una serie di bombardamenti che hanno colpito obiettivi nei pressi di Aleppo e Raqqa, la roccaforte dell’Isis in Siria. La terza ondata è arrivata circa otto dopo quando ad essere colpiti sono stati alcuni campi di addestramento nella Siria Orientale e alcune colonne di miliziani a Dier al Zour. Continua a leggere

La grande fuga di al Qaida da Abu Ghraib

abu ghraib La notizia non ha fatto grande scalpore sui nostri giornali, anzi molti ne hanno appena accennato, ma lo scorso 21 luglio al Qaida è stata in grado di assaltare la prigione irachena di Abu Ghraib e di far evadere forse più di 800 detenuti che ora sono liberi e sono andati a dare manforte alle forze ribelli in Iraq e forse anche in Siria. Una dettagliata ricostruzione di questa fuga di massa è stata pubblicata su Foreign Policy a firma di Raheem Salman, il corrispondente della Reuters da Baghhdad, e da Ned Parker che sino a due anni fa ricopriva lo stesso incarico per il Los Angeles Times. E’ utile riassumere l’articolo di Salman e Parker, anche perché la situazione che raccontano ha dell’incredibile. Continua a leggere