Ha senso trattare per gli ostaggi in mano all’Isis?

Kasasbeh Nonostante i frenetici giorni di trattativa con il governo giordano la sorte del pilota Moaz al-Kasasbeh era probabilmente già segnata. La sua è stata una esecuzione orribile e fra le peggiori che si ricordi dalla fondazione del Califfato Islamico. Non si sono salvati neanche i due ostaggi giapponesi per i quali era stato richiesto un ingente riscatto. L’Isis sembra più interessata a determinare shock violenti che a trattare, ma militarmente la sua offensiva sembra aver raggiunto, almeno in Iraq, una fase di stallo. L’orrenda esecuzione di Moaz al-Kasasbeh era destinata a creare problemi alla monarchia giordana, in altri termini ad indebolire la componente araba della coalizione internazionale che combatte l’Isis? Continua a leggere

Il blitz fallito in Yemen porta all’uccisione di due ostaggi

special-forces Un commando di 40 uomini delle forze speciali americane ha tentato ieri di liberare con un blitz in extremis due ostaggi occidentali nelle mani del gruppo yemenita di al-Qaeda in Arabian Peninsula (AQAP). Ma li hanno trovati gravemente feriti dai miliziani quando questi ultimi si sono resi conto che erano destinati a soccombere. Il 4 dicembre il leader di AQAP, Nasser bin Ali al Ansi, aveva diffuso un video in cui dava tre giorni di tempo al governo americano per ottemperare ad alcune condizioni poste dall’organizzazione, e trascorso questo periodo dichiarava che gli ostaggi ancora nelle loro mani sarebbero stati uccisi. Continua a leggere