La Guerra Fredda nell’Artico

070317-N-3642E-198 	Navy Petty Officer 2nd Class Andrew Krauss prepares to videotape visitors to the Los Angeles-class fast-attack submarine USS Alexandria (SSN 757) in the Arctic Ocean on March 17, 2007.  Alexandria is taking part in exercise ICEX 07 with the Royal Navy submarine HMS Tireless (SS 88) and the applied physics ice station.  The exercise is in support of arctic testing for U.S. and United Kingdom submarines being conducted on and under a drifting ice floe about 180 nautical miles off the north coast of Alaska.  DoD photo by Chief Petty Officer Shawn P. Eklund, U.S. Navy.  (Released) Il 25 maggio di quest’anno un centinaio di caccia con le insegne di nove paesi Nato hanno dato inizio all’esercitazione Artic Challenge, decollando da tre aeroporti nell’estremo Nord: Bodo in Norvegia, Rovaniemi in Finlandia e Kallax in Svezia. Il ministero norvegese della difesa, che coordina le operazioni, sottolinea in un comunicato stampa che si tratta della più estesa esercitazione aerea che abbia interessato questa regione e che verrà ripetuta con cadenza annuale. La Russia ha risposto mobilitando una brigata artica, dislocata nella penisola di Kola e messo in allerta la sua Flotta del Nord. Questi “incontri ravvicinati” tra forze armate dei due ex blocchi nell’estremo Nord non sono una novità: la NATO sostiene che nel 2014 ha intercettato più di 100 aerei spia russi in volo sul territorio di paesi membri dell’Alleanza (sono aumentati di tre volte rispetto agli anni precedenti), ma anche gli Stati Uniti non stanno a guardare. Nello stesso anno hanno effettuato 140 voli di ricognizione sull’Artico, ed erano stati solo 22 nel 2013. Gli sconfinamenti russi in acque territoriali canadesi, norvegesi e danesi non si contano più, ma interessano anche l’Alaska occidentale dove nello scorso anno ci sono stati almeno sei intrusioni di ricognitori russi a lungo raggio. Continua a leggere